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Guidare un’auto nuova è un’emozione intensa, soprattutto se hai desiderato a lungo quel modello. Colto dall’entusiasmo, però, potrebbe sfuggirti un aspetto inevitabile: dal momento in cui inizi a usarlo, il tuo veicolo inizia a perdere subito una parte del proprio valore, secondo un fenomeno chiamato svalutazione. Si stima che dopo circa 3 anni di utilizzo, un’auto arrivi a valere poco più della metà del proprio prezzo di listino, rendendo la rivendita spesso svantaggiosa.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul valore residuo dell’auto, e il suo impatto sui costi di mantenimento e sul noleggio a lungo termine! 

Cos’è il valore residuo dell’auto e quali fattori lo influenzano?

Per Valore Residuo (VR) si intende il prezzo indicativo che un’auto mantiene dopo un certo periodo di utilizzo, rispetto al suo iniziale costo d’acquisto. Questo valore, espresso in € o in percentuale, è un aspetto importante da considerare, poiché in caso di rivendita del modello incide sull’ammontare del denaro recuperabile.

Ad abbassare questa voce è un fenomeno detto svalutazione, che invece corrisponde alla percentuale di valore che viene persa nel corso del ciclo di vita del mezzo.

Per fare un esempio semplice e orientativo, se il prezzo di listino dell’auto è di 40.000€ e dopo 2 anni l’auto si svaluta di circa il 40%, il suo valore residuo corrisponde più o meno a 24.000€.

Il processo di svalutazione di un’auto non è lineare, ma dipende da svariati fattori, che possono incidere sul valore residuo in modo diverso:

  • Età e chilometri percorsi: il passare del tempo e l’utilizzo comportano una graduale usura del mezzo, aumentando la probabilità di malfunzionamenti e interventi di manutenzione. A incidere sulla perdita di valore è anche l’evoluzione tecnologica del settore automotive: la disponibilità di modelli recenti, tecnologicamente aggiornati e performanti riduce la richiesta di auto datate.
  • Condizioni del veicolo: un’auto curata e regolarmente sottoposta a manutenzione, tende a essere percepita sul mercato come più affidabile rispetto a un’auto in cattive condizioni, poiché è più probabile che richieda poche spese di manutenzione nel breve termine.
  • Brand e categoria di appartenenza: il marchio non determina il valore di un’auto, ma ne influenza la reputazione tra i consumatori. Un brand la cui fama viene associata a qualità e affidabilità tende ad aumentare la richiesta sul mercato e di conseguenza anche il valore residuo del modello. Anche la categoria può essere determinante, poiché diverse tipologie di veicoli rispondono a esigenze diverse, variabili nel tempo. Una categoria versatile e confortevole (come può essere un’auto per la famiglia) è in genere più richiesta dai consumatori moderni, e dunque mantiene un valore residuo più alto.
  • Tipo di alimentazione: questo fattore non impatta direttamente sulla svalutazione, ma incide sull’aumento della domanda sul mercato. I nuovi modelli elettrici o ibridi tendono a essere sempre più richiesti dai nuovi consumatori e dunque abbassano il valore residuo delle auto termiche. Eventuali restrizioni e divieti a cui sono soggetti i veicoli più inquinanti, inoltre, abbassano ulteriormente la richiesta. Anche le auto elettriche sono però soggette a rapida svalutazione, perché il mercato mette a disposizione batterie dall’autonomia sempre più elevata e nuove tecnologie.
  • Classe ambientale: le classi più basse, associate ai veicoli più vecchi e inquinanti, rischiano di essere soggette a limitazioni sulla circolazione e sull’utilizzo, comportando una minore richiesta sul mercato e dunque un valore residuo inferiore rispetto alle classi più alte.

Quanto si svaluta un’auto negli anni?

Il percorso di svalutazione di un’auto presenta differenze notevoli da un modello all’altro, in base al trascorrere degli anni, alle caratteristiche del veicolo e a svariati altri fattori. Per affrontare un discorso generale, è dunque possibile fare riferimento solo a delle stime orientative.

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Dal momento in cui l’auto lascia la concessionaria per iniziare la propria vita al tuo fianco, la sua perdita di valore avviene fin dai primi minuti di utilizzo e ammonta a circa il 10% del prezzo di listino. Per il resto dell’anno, la svalutazione sale fino al doppio, mentre negli anni successivi si assesta, aumentando di volta in volta sempre meno, fino a un leggero rialzo dopo circa 6 anni, secondo questi dati indicativi:

  • Dopo 1 anno: valore residuo del 75%, svalutazione del 25%
  • Dopo 2 anni: valore residuo del 60%, svalutazione del 40%
  • Dopo 3 anni: valore residuo del 50%, svalutazione del 50%
  • Dopo 4 anni: valore residuo del 37%, svalutazione del 63%
  • Dopo 5 anni: valore residuo del 29%, svalutazione del 71%
  • Dopo 6 anni: valore residuo del 25%, svalutazione del 75%
  • Dopo 7 anni: valore residuo del 20%, svalutazione del 80%
  • Dopo 8 anni: valore residuo del 12%, svalutazione del 88%

Secondo recenti studi, gli automobilisti italiani mantengono in media un’auto per poco più di 5 anni, riuscendo a recuperare potenzialmente poco meno del 30% della spesa d’acquisto.

Proprio di fronte a questi dati, è utile valutare altre soluzioni oltre all’acquisto di un’auto. Nel noleggio a lungo termine di Freedom Mobility, la svalutazione non è un aspetto che viene accantonato, ma viene distribuito in modo equilibrato e trasparente sul canone mensile e a fine contratto non sarai tu a doverti fare carico della perdita di valore del veicolo!

La svalutazione come costo di gestione: incide davvero sul bilancio mensile?

Quando si fa riferimento ai costi gestionali di un’auto si pensa solitamente alle spese necessarie per alimentarla, assicurarla e sottoporla agli interventi necessari per mantenerla in buone condizioni. Tra questi costi, un aspetto spesso sottovalutato è proprio la svalutazione, che però incide molto sui costi mensili.

Pur non essendo una spesa periodica visibile, il fatto che l’auto perda parte del proprio valore nel tempo alza il costo di possesso di quel mezzo (il Total Cost of Ownership o TCO).

A causa della svalutazione è possibile, infatti, recuperare solo una percentuale della spesa sostenuta con l’acquisto, un valore che si abbassa sempre di più con il passare del tempo. Anche se questa spesa non viene pagata materialmente, la perdita di valore può essere considerato un costo mensile. 

Abbattere i costi del valore residuo con il noleggio a lungo termine

Tenendo conto delle stime fatte e del notevole impatto che il valore residuo ha sulle spese gestionali di un’auto, non sempre l’acquisto di un modello nuovo si rivela conveniente, soprattutto per alcune categorie di automobilisti. Chi ha bisogno dell’auto per periodi di tempo limitati, chi non dispone di un’elevata cifra iniziale da spendere o semplicemente desidera un maggiore controllo sui costi di mantenimento, può trovare una soluzione più comoda nel noleggio a lungo termine di Freedom Mobility.

La nostra formula, disponibile per privati, Partite IVA e aziende,considera la svalutazione nel calcolo del canone mensile di un veicolo a noleggio. Il vantaggio per te sta nel fatto che non sarai tu a farti carico dell’ulteriore rischio di svalutazione, ma Freedom Mobility che si occuperà in seguito della rivendita dei veicoli. Il canone mensile si rivela inoltre ancora più vantaggioso per te se scegli le nostre opzioni di noleggio di auto usate, caratterizzate da un valore del veicolo più basso e da una svalutazione residua inferiore.

Una volta terminato il contratto, inoltre, puoi scegliere liberamente tra varie opzioni: puoi decidere di terminare il noleggio, rinnovarlo o avviarne uno nuovo con un altro modello. In alternativa, puoi affidarti ad Ariel Car per l’acquisto di usato garantito e tracciato, caratterizzato da condizioni ottime, un basso chilometraggio e da una storia manutentiva trasparente.

Contattaci per scoprire la soluzione più adatta a te, e inizia a vivere da oggi una mobilità più flessibile e senza sorprese!

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